Per un grossista di Bergamo, nel 2026, una fattura non pagata rappresenta un doppio danno: la perdita del valore della merce e l'esborso dell'IVA già versata allo Stato su soldi mai incassati. Tuttavia, la normativa vigente offre una via d'uscita per mitigare l'impatto economico delle insolvenze: la Nota di Variazione IVA.
Quando è possibile recuperare l'IVA?
Non basta che il cliente sia in ritardo. Per emettere una nota di variazione in diminuzione e "stornare" l'IVA, è necessario dimostrare che il credito è diventato inesigibile attraverso procedure serie e documentate:
- Procedure Concorsuali: Se il cliente entra in liquidazione giudiziale o concordato preventivo, i tempi per il recupero IVA si sono accorciati rispetto al passato, permettendo l'emissione della nota già all'apertura della procedura.
- Procedure Esecutive Infruttuose: Se il cliente è ancora "attivo" ma non paga, è necessario avviare un'azione legale. Solo dopo un pignoramento (presso terzi, mobiliare o immobiliare) terminato con esito negativo, l'azienda può fiscalmente considerare quel credito come perso e recuperare l'imposta.
Perché avviare il recupero crediti conviene sempre?
Molti grossisti rinunciano ad agire legalmente per crediti di piccolo o medio importo, temendo che le spese legali superino il beneficio. Questo è un errore di valutazione: • Il beneficio fiscale: Il risparmio derivante dal recupero dell'IVA spesso copre gran parte dei costi legali. • La pulizia del bilancio: Portare a perdita i crediti inesigibili permette di presentare un bilancio più veritiero e solido agli istituti bancari.
Il supporto dello Studio Mascali
Lo Studio Legale Mascali affianca i distributori bergamaschi non solo nel recupero del capitale, ma anche nella gestione della documentazione necessaria per i consulenti fiscali. Forniamo la prova certa dell'insuccesso del recupero (il cosiddetto "verbale di pignoramento negativo") che costituisce il titolo per non versare tasse su guadagni mai percepiti.




