Quando un'azienda o un professionista si trova ad affrontare il mancato pagamento di una prestazione o di una fornitura, la prima preoccupazione riguarda spesso il costo di un'eventuale azione legale. Il timore di sostenere spese senza la garanzia di incassare il dovuto porta talvolta a soprassedere, trasformando il credito insoluto in una perdita secca.
Tuttavia, un'attenta analisi legale e finanziaria dimostra che tentare il recupero del credito commercialmente inesigibile è quasi sempre conveniente, anche quando il debitore versa in uno stato di insolvenza.
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L'Avvocato Massimo Mascali sintetizza i punti chiave del recupero IVA in questo breve video:
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La deducibilità fiscale delle perdite su crediti
Le perdite su crediti la cui inesigibilità sia dimostrata sono deducibili dal reddito d'impresa. La legge stabilisce che la deduzione sia ammessa quando la perdita risulta da elementi certi e precisi o quando il debitore è assoggettato a procedure concorsuali.
Inoltre, per i crediti di modesto importo (fino a 2.500,00 euro, oppure fino a 5.000,00 euro per le imprese con ricavi superiori a 100 milioni di euro) scaduti da più di sei mesi, la deduzione della perdita è consentita direttamente, semplificando notevolmente le procedure contabili.
Negli altri casi, l'attivazione della procedura legale per il recupero del credito fornisce la prova documentale e giuridica necessaria per attestare la certezza e la precisione della perdita, consentendo di ottenere un risparmio fiscale che riduce l'impatto del mancato incasso.
Il recupero dell'IVA non riscossa (Art. 26 DPR 633/1972)
Oltre alla deduzione della perdita ai fini delle imposte sui redditi, la normativa offre un ulteriore e significativo vantaggio: il recupero dell'IVA non riscossa.
Ai sensi dell'articolo 26 del DPR 633/1972, qualora il credito rimanga insoddisfatto a seguito di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose (attestate dal verbale negativo dell'ufficiale giudiziario o da altra documentazione idonea), il creditore ha il diritto di emettere una nota di variazione in diminuzione per recuperare l'IVA a suo tempo versata allo Stato per la fattura non incassata.
Si tratta di un beneficio pari al 22% del valore imponibile, che rientra direttamente nelle disponibilità dell'azienda.
Una valutazione preventiva costo/benefici
Prima di intraprendere qualsiasi azione giudiziale, lo Studio Legale Mascali effettua un'analisi patrimoniale del debitore e una valutazione della convenienza fiscale dell'operazione.
Tranne nei casi in cui sia palese la totale assenza di beni o l'inutilità dell'azione, la combinazione tra risparmio fiscale e recupero dell'IVA rende l'intervento legale finanziariamente sostenibile e vantaggioso per l'impresa.
Se desideri analizzare la posizione dei tuoi crediti insoluti o richiedere una consulenza preliminare, puoi contattare l'avvocato Bergamo Massimo Mascali o consultare la nostra pagina dedicata all'assistenza per il recupero crediti commerciali.




