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06/03/2026

Caduta in un negozio per pioggia: non sempre la colpa è del proprietario

Scivolare su un pavimento bagnato all'interno o all'uscita di un locale commerciale è un evento sfortunato che può causare danni significativi. Tuttavia, non sempre la responsabilità ricade automaticamente sul proprietario del negozio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 1917/2026, pubblicata il 28 gennaio 2026) ha fornito importanti chiarimenti su come bilanciare la responsabilità del custode del bene e il dovere di cautela del danneggiato.

Il caso: una caduta all'uscita della farmacia

La vicenda esaminata dalla Corte riguardava una persona che, uscendo da una farmacia in una giornata di pioggia, era scivolata sulla soglia esterna di marmo, subendo lesioni. L'infortunato aveva quindi citato in giudizio il titolare della farmacia per ottenere il risarcimento dei danni, invocando la responsabilità per i danni causati da cose in custodia, prevista dall'articolo 2051 del Codice Civile. Sia il Tribunale in primo grado che la Corte d'Appello avevano respinto la domanda, ritenendo che la caduta non fosse da attribuire a una pericolosità intrinseca della soglia, ma alla disattenzione della persona stessa.

La responsabilità del custode e il ruolo del danneggiato

Il ricorrente ha sostenuto davanti alla Cassazione che, ai sensi dell'art. 2051 c.c., per ottenere il risarcimento è sufficiente dimostrare il nesso di causa tra la "cosa" (la soglia bagnata) e il danno, e che spetta al custode provare l'esistenza di un "caso fortuito", ovvero un evento imprevedibile e inevitabile che interrompe tale nesso. La Corte Suprema, nel respingere il ricorso, ha ribadito un principio consolidato nella sua giurisprudenza. La responsabilità per danni da cose in custodia, sebbene di natura oggettiva, deve essere sempre valutata tenendo conto della condotta del danneggiato. In particolare, la Corte ha sottolineato che: «quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso». In altre parole, ogni individuo ha un dovere generale di "ragionevole cautela", riconducibile al principio di solidarietà sancito dall'articolo 2 della Costituzione. Se il pericolo è evidente e facilmente prevedibile – come una soglia bagnata in un giorno di pioggia – il comportamento imprudente della persona può diventare la causa esclusiva dell'incidente.

La decisione della Corte

Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che la decisione della Corte d'Appello fosse corretta. La caduta era stata attribuita alla "disattenzione dell’infortunato", il quale era entrato nella farmacia senza problemi, pur provenendo dall'esterno dove pioveva, ed era poi scivolato sulla stessa soglia al momento dell'uscita. Questo fatto, secondo i giudici, era sufficiente a escludere una "oggettiva pericolosità del luogo". Inoltre, la Corte ha evidenziato che, essendo ben nota la presenza della pioggia, la minima cautela avrebbe suggerito al pedone di prestare maggiore attenzione e di utilizzare i tappeti che erano presenti sul pavimento, il che avrebbe evitato la caduta. La condotta del danneggiato è stata quindi considerata talmente incauta da interrompere il nesso causale tra la soglia e il danno, diventando essa stessa l'unica causa dell'evento. Di conseguenza, la domanda di risarcimento è stata respinta in via definitiva, con la condanna del ricorrente anche per lite temeraria ai sensi dell'art. 96 c.p.c.

In conclusione

Questa pronuncia conferma che la responsabilità del proprietario di un locale non è assoluta. Sebbene egli abbia l'obbligo di mantenere i luoghi sicuri, anche i clienti e i visitatori devono adottare le normali precauzioni richieste dalle circostanze. Una caduta su un pavimento reso scivoloso da una condizione palese e prevedibile, come la pioggia, può essere attribuita in tutto o in parte alla negligenza del danneggiato, escludendo il suo diritto al risarcimento.

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