La sentenza n. 15350 depositata il 22.07.2015 ne approfitta, infine, per ricordare le affermazioni di Epicuro (Lettera sulla felicità a Meneceo): “Quindi il più temibile dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo più noi. La morte quindi non è nulla, per i vivi come per i morti: perché per i vivi essa non c’è ancora, mentre per quanto riguarda i morti, sono essi stessi a non esserci”.
09/12/2015




